
Quando si pensa alla cucina turca, la mente corre subito al kebab. Ma ridurre la gastronomia di questo paese a un solo piatto sarebbe come visitare Istanbul fermandosi solo a Piazza Sultanahmet. La Turchia è un immenso crocevia di sapori dove si incontrano Asia ed Europa, Mediterraneo e Mar Nero, tradizioni nomadi delle steppe e raffinatezze imperiali ottomane.
Ogni angolo del paese racconta una storia diversa attraverso i suoi piatti: lungo la costa del Mar Nero le acciughe sono protagoniste indiscusse, nelle regioni sud-orientali come Gaziantep e Urfa dominano spezie e pistacchi, mentre nella Cappadocia troverete antiche ricette cotte in pentole di argilla. Questa ricchezza culinaria è il risultato di millenni di influenze: bizantine, ottomane, mediterranee, medio-orientali e dell’Asia centrale si sono mescolate creando una delle cucine più affascinanti al mondo.
Preparatevi a un viaggio gastronomico che va ben oltre il kebab: scoprirete l’eleganza dei meze, la croccantezza del börek, la dolcezza del baklava e molto altro ancora.
La Turchia è grande due volte e mezzo l’Italia e si estende su un territorio incredibilmente variegato. Questa diversità geografica si riflette direttamente nella gastronomia locale, rendendo ogni regione un’esperienza culinaria unica.
Nelle province del Mar Nero, dove le acciughe (hamsi) abbondano, questo piccolo pesce viene preparato in decine di modi diversi: fritto, al forno, in polpette o persino trasformato in dolci. Il granturco e il cavolo sono altri ingredienti chiave di questa zona.
Scendendo verso il sud-est, città come Gaziantep e Urfa sono considerate le capitali gastronomiche del paese. Qui i pistacchi vengono usati con generosità, il peperoncino è onnipresente e le spezie profumano l’aria dei mercati. Il baklava di Gaziantep ha persino ottenuto il riconoscimento IGP europeo.
Lungo la costa egea e mediterranea, l’olio d’oliva è il protagonista assoluto. Le verdure fresche, il pesce e i piatti vegetariani dominano la scena. Nella regione di Marmara, dove si trova Istanbul, convivono tutte le tradizioni culinarie turche, creando una sintesi perfetta tra antico e moderno.
L’Anatolia centrale, infine, è famosa per i suoi piatti di pasta ripiena come i mantı e per le preparazioni in pentola di argilla che caratterizzano la cucina della Cappadocia.

Il kebab è senza dubbio il piatto turco più conosciuto al mondo, ma ciò che forse non sapete è che ne esistono oltre 50 varianti diverse. La parola kebap in turco significa semplicemente “carne arrostita”, e dietro questa definizione apparentemente semplice si nasconde un universo di preparazioni.
Il döner kebab (letteralmente “kebab che gira”) è quello che vedete ovunque negli street food: strati di carne di agnello, manzo o pollo impilati su uno spiedo verticale che ruota lentamente davanti a una fonte di calore. La carne viene tagliata a fette sottili e servita nel pane, nel durum (pane arabo arrotolato) o direttamente nel piatto con contorni.
Originario di Bursa, l’İskender kebab è considerato una delle versioni più raffinate. Le fette di döner vengono servite su cubetti di pane pita, il tutto ricoperto da una generosa colata di burro fuso, salsa di pomodoro e accompagnato da yogurt. Un’esplosione di sapori e consistenze che vi lascerà senza parole.
Dalla città di Adana, nel sud della Turchia, arriva questa versione piccante: carne macinata di agnello mescolata con peperoncino e spezie, modellata intorno a lunghi spiedini piatti e grigliata. È servito tradizionalmente con cipolla cruda, prezzemolo e lavash (pane sottile).
Il classico spiedino di carne grigliata: cubetti di agnello o pollo marinati con spezie e cotti alla brace, spesso alternati a peperoni, cipolle e pomodori.
Specialità della Cappadocia, questo kebab viene cucinato in una pentola di argilla sigillata che viene poi rotta davanti al cliente per servire il piatto. La carne (agnello o manzo) cuoce lentamente con verdure e spezie, creando un piatto incredibilmente tenero e saporito. Non è solo cibo, è uno spettacolo.
Le köfte sono polpette di carne (solitamente di manzo o agnello) mescolate con cipolla grattugiata, uova, prezzemolo e spezie. Possono essere grigliate, fritte, cotte al forno o bollite in salsa di pomodoro.
Ogni città ha la sua versione: le İnegöl köftesi sono allungate e grigliate, le İzmir köftesi vengono cotte in salsa di pomodoro con patate, mentre le çiğ köfte sono preparate con carne cruda (o bulgur per la versione vegetariana), peperoncino e spezie, lavorate a lungo fino a ottenere una consistenza liscia.

I meze sono una delle espressioni più autentiche della cultura gastronomica turca. Si tratta di una selezione di antipasti serviti in piccoli piatti da condividere, che possono accompagnare il rakı (il distillato nazionale) o costituire un pasto completo.
Ordinare i meze non è solo un atto culinario ma un rituale sociale: ci si siede attorno al tavolo, si assaggiano decine di preparazioni diverse, si conversa per ore. Il tempo rallenta, e il pasto diventa un momento di convivialità.
L’haydari è uno yogurt denso mescolato con aglio, aneto e olio d’oliva. Il cacık è simile allo tzatziki greco: yogurt con cetrioli a dadini, aglio e menta. L’ezme è una salsa piccante di pomodori, peperoncini, cipolle e aglio tritati finemente.
I dolma sono foglie di vite ripiene di riso speziato con pinoli, uvetta e erbe aromatiche, cotte in olio d’oliva e servite fredde. Il tarama è una crema di uova di pesce mescolate con mollica di pane. L’acılı ezme è un purè piccante di peperoni rossi.
Non mancano i hummus, le melanzane affumicate (patlıcan salatası), i peperoni arrostiti e una miriade di altre preparazioni a base di verdure, legumi e yogurt.

Le strade turche, specialmente quelle di Istanbul, sono un paradiso per gli amanti dello street food. Qui potete assaggiare piatti deliziosi spendendo poco e vivendo un’esperienza autentica.
Il börek è un insieme di preparazioni a base di pasta sfoglia (yufka) ripiena di formaggio, carne macinata, spinaci o patate. Può essere arrotolato (sigara böreği, a forma di sigaro), piegato (su böreği), o cotto in teglia (tepsi böreği). Viene servito caldo, croccante fuori e morbido dentro.
Il simit è l’equivalente turco del bagel: una ciambella di pane ricoperta di semi di sesamo, croccante e leggermente dolce. Lo vedrete ovunque, venduto da carretti ambulanti. È perfetto per la colazione o come spuntino, magari accompagnato da çay (tè turco).
Chiamato anche “pizza turca”, il lahmacun è una sfoglia sottilissima e croccante ricoperta da carne macinata speziata, pomodori, cipolle e prezzemolo. Si arrotola con dentro insalata fresca, cipolla e limone, e si mangia con le mani. È economico, veloce e delizioso.
Il pide è una focaccia a forma di barchetta con i bordi ripiegati, farcita con vari ingredienti: sucuk (salsiccia piccante), pastırma (carne stagionata), formaggio, uova o carne macinata. Viene cotto nel forno a legna, che gli conferisce un sapore affumicato inconfondibile.
Il gözleme è una sorta di crêpe salata turca: una sfoglia sottile ripiena di spinaci, formaggio, carne macinata o patate, piegata e cotta su una piastra. Nelle zone rurali lo vedrete preparare dalle donne che stendono la pasta a mano.
Il kumpir è una patata gigante al forno che viene aperta, schiacciata e mescolata con burro e formaggio, poi farcita con decine di ingredienti a scelta: olive, mais, würstel, insalata russa, sottaceti e molto altro. È uno dei piatti più popolari del quartiere di Beyoğlu a Istanbul.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la cucina turca offre un’ampia scelta di piatti vegetariani. Le verdure vengono preparate con olio d’oliva (zeytinyağlı) e servite fredde o a temperatura ambiente.
Quando le verdure vengono ripiene, si chiamano dolma. Il verbo turco dolmak significa infatti “riempire”. Le foglie di vite ripiene di riso sono chiamate yaprak sarması (sarma significa “arrotolato”). Ma si possono riempire anche peperoni, zucchine, melanzane e pomodori.
Il nome di questo piatto significa letteralmente “l’imam è svenuto”, e secondo la leggenda un imam rimase così colpito dalla bontà di queste melanzane che perse i sensi. Le melanzane vengono tagliate a metà, fritte leggermente e poi farcite con cipolle, aglio, pomodori e prezzemolo, il tutto cotto lentamente in abbondante olio d’oliva.
Frittelle di zucchine grattugiate mescolate con formaggio, uova, farina e aneto, fritte fino a diventare croccanti. Sono servite calde con yogurt all’aglio.
Le zuppe (çorba) occupano un posto speciale nella cucina turca. Vengono consumate soprattutto a colazione o come primo piatto a cena, e sono considerate un ottimo rimedio contro i postumi di una serata di rakı.
La mercimek çorbası è una vellutata di lenticchie rosse con cipolla, carote e un tocco di limone e menta. La işkembe çorbası è una zuppa di trippa con aglio, molto popolare nelle ore notturne. La tarhana çorbası è preparata con una pasta fermentata di yogurt, pomodori e cereali, dal sapore leggermente acidulo.
I mantı sono piccoli ravioli turchi ripieni di carne macinata speziata, bolliti e serviti con yogurt all’aglio, burro fuso con peperoncino e menta secca. Sono minuscoli (nella tradizione, una brava cuoca dovrebbe riuscire a farne 40 da un solo cucchiaio di impasto) e richiedono pazienza e abilità.
La versione più famosa proviene da Kayseri, in Anatolia centrale, e rappresenta uno dei piatti più amati dai turchi.

La pasticceria turca è un capitolo a parte, ricco di dolci elaborati che affondano le radici nelle cucine imperiali ottomane.
Il baklava è senza dubbio il dolce turco più famoso al mondo. Si compone di sottilissimi strati di pasta fillo (yufka) alternati a pistacchi o noci tritate, il tutto cotto al forno e poi immerso in uno sciroppo di zucchero o miele.
Il baklava migliore viene da Gaziantep, dove i pistacchi di Antep (che hanno ottenuto la denominazione IGP) conferiscono un sapore e un colore unici. La città prende talmente sul serio questo dolce che esiste persino un museo dedicato al baklava.
Il künefe è un dessert spettacolare servito bollente: pasta kataifi (fili di pasta sottilissimi) farcita con formaggio filante, cotta in burro, e poi bagnata in sciroppo di zucchero. Viene servito caldo, spesso guarnito con pistacchi tritati. Quando lo tagliate, il formaggio fila in modo incredibile.
Il lokum, conosciuto in Occidente come “delizia turca”, è una gelatina dolce a base di amido e zucchero, aromatizzata con acqua di rose, limone, arancia o melograno, spesso arricchita con pistacchi, nocciole o noci. Ha una consistenza morbida e gommosa, ed è ricoperto di zucchero a velo.
Il sütlaç è un budino di riso cotto nel latte, servito freddo o gratinato in superficie. Il kazandibi è un budino al latte con la base caramellata. Il kadayıf utilizza la stessa pasta filata del künefe ma con ripieno di noci. Il revani è una torta di semolino imbevuta di sciroppo.

La bevanda nazionale della Turchia non è il caffè, ma il çay, il tè nero forte servito nei caratteristici bicchieri a forma di tulipano. Viene coltivato lungo la costa del Mar Nero e preparato in una teiera speciale a due piani (çaydanlık). I turchi lo bevono tutto il giorno, offrirlo a un ospite è un gesto di ospitalità fondamentale.
Il caffè turco è preparato in un pentolino di rame (cezve) con caffè macinato finissimo, acqua e, se desiderato, zucchero. Non viene filtrato, quindi sul fondo della tazzina rimane un sedimento denso. Tradizionalmente, dopo aver bevuto il caffè, la tazza viene capovolta sul piattino e si legge il futuro nelle forme che il residuo di caffè crea (fal).
L’ayran è una bevanda rinfrescante a base di yogurt, acqua e sale. Ha un sapore leggermente acidulo e salato, ed è perfetta per accompagnare piatti speziati come il kebab. Può sembrare strano all’inizio, ma vi garantiamo che è la bevanda ideale per i caldi pomeriggi estivi.
Il şalgam è il succo fermentato di rape rosse, dal colore viola intenso e dal sapore acidulo e leggermente piccante. È tipico del sud della Turchia e viene bevuto soprattutto ad Adana per accompagnare il kebab piccante.
Il rakı è il distillato nazionale turco, ottenuto dall’uva e aromatizzato con anice. Ha un sapore forte e viene sempre bevuto allungato con acqua, che lo rende bianco e lattiginoso (per questo è soprannominato aslan sütü, “latte di leone”). Si accompagna tradizionalmente ai meze durante lunghe cene conviviali.

La colazione turca (kahvaltı) merita una menzione speciale. Non si tratta di un pasto veloce, ma di un’esperienza che può durare ore, specialmente nel fine settimana.
Sul tavolo troverete pane fresco (ekmek), vari tipi di formaggi (quello bianco di capra, beyaz peynir, è il più comune), olive nere e verdi, pomodori e cetrioli a fette, marmellate fatte in casa, miele, burro, uova preparate in vari modi (il menemen, una scramble con pomodori e peperoni, è molto popolare), sucuk (salsiccia piccante), pastırma (carne stagionata), e naturalmente çay a volontà.
Per vivere un’autentica esperienza culinaria in Turchia, non limitatevi ai ristoranti turistici. Cercate le lokanta, le trattorie locali che servono cucina casalinga a prezzi ragionevoli. I piatti sono esposti in vetrine riscaldate e potete indicare cosa volete assaggiare.
Non abbiate paura dello street food: i kebapçı (locali specializzati in kebab), i venditori ambulanti di simit, i chioschi di lahmacun sono tutti luoghi sicuri dove mangiare ottimo cibo spendendo poco.
A Istanbul, esplorate il quartiere di Beyoğlu per i meyhane (taverne dove si servono meze e rakı), Eminönü per lo street food più autentico, e Karaköy per i ristoranti di pesce. Non perdetevi i mercati come il Bazar Egiziano per acquistare spezie, formaggi e dolci.
La cucina turca è molto più di un insieme di ricette: è ospitalità, condivisione e convivialità. Quando un turco vi invita a mangiare, state certi che passerete ore a tavola assaggiando piatti su piatti, in un’atmosfera calorosa dove il cibo è solo il pretesto per stare insieme. Come dicono in Turchia: Afiyet olsun – buon appetito!