Istanbul

Cosa vedere ad Istanbul

Crocevia di popoli e culture, Istanbul vanta un ricco patrimonio storico e architettonico. Ecco, quindi, quali siti bisogna assolutamente visitare in città!
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La magia dell’incontro tra oriente e occidente si può vivere a Istanbul, la capitale turca con oltre 2 mila anni di storia gloriosa sulle spalle. Questa vivace città, crocevia di diverse culture, ha molto da offrire al visitatore. Istanbul è affascinante, coinvolgente, imprevedibile, ricca di piccole strade antiche che strizzano l’occhio alla sua parte più moderna.

Se state stilando una lista su cosa vedere a Istanbul, non potete dimenticare l’Ippodromo, o Atmeydani, la Moschea Blu, chiamata Sultanahmet Camii, Aya Sofya, la Piccola Santa Sofia e, naturalmente, il Gran Bazar e il mercato delle Spezie. Palazzo Topkapi e la Cisterna Basilica, Yerebatan Sarniçi, sono altri punti chiave della città da raggiungere magari prima di imbarcarsi su un romantico battello per una crociera sul Bosforo. Molto belle anche la Moschea di Solimano, la Chiesa di Chora ricca di bellissimi mosaici bizantini.

A Istanbul c’è veramente molto da vedere e per gli amanti dell’arte moderna assolutamente da non perdere l’Istanbul Modern Art Museum e le gallerie di Karaköy. Se non sapete rinunciare alle gite fuori porta optate per Bursa, un vero e proprio museo a cielo aperto che narra la storia di questa città che fu la prima capitale ottomana, e Nicea, chiamata anche Iznik. Un bagno turco può essere il modo migliore e rigenerante per concludere una bella giornata di vacanza.

Santa Sofia

Sultan Ahmet, Ayasofya Meydanı No:1, 34122 Fatih/İstanbul, Turchia

Considerato uno dei simboli della città di Istanbul e tappa imperdibile durante un viaggio in città, Santa Sofia è un vero e proprio capolavoro dell’architettura bizantina. La sua costruzione risale al 537 d.C. quando al potere c’era l’imperatore Giustiniano che aveva ordinato la costruzione di una maestosa Basilica sui resti di una precedente chiesa che era stata già due volte distrutta. Giustiniano ha ordinato di costruire qui un edificio religioso più maestoso dei precedenti che è stato per anni il più grande edificio di culto della città. La Basilica negli anni ha subito diverse danni a causa di terremoti, incendi e devastazioni e ha perso numerose reliquie e reperti di grande importanza sia religiosa che storica.

Nel 1453 Maometto il Conquistatore ha preso Costantinopoli e da quel momento la Basilica di Santa Sofia è stata convertita nella moschea di Aya Sofya e tale è rimasta fino al 1935. In seguito, Mustafa Kemal Ataturk, primo presidente turco e fondatore della Repubblica di Turchia, ha trasformato l’edificio religioso in un museo cosicché tutti potessero ammirare questo capolavoro. Nel 2020, però, il presidente turco Erdogan ha nuovamente cambiato lo status di Santa Sofia da museo a luogo di culto islamico che può comunque essere visitato dai non fedeli.

Gli interni di Santa Sofia sono tutt’oggi un vero e proprio scrigno ricco di decorazioni, come i molti mosaici dorati e composti da circa 30 milioni di tessere, i marmi e gli stucchi di grande pregio. L’edificio ha conservato nei secoli l’impianto basilicale che molto probabilmente si ispirava a quello della basilica costantiniana con tre navate e un’unica abside che all’esterno si presenta poligonale. Le colonne tra le navate sono state realizzate in porfido o marmo verde della Tessaglia e sono decorate da capitelli finemente scolpiti. Per la sua lunga storia e la sua bellezza Santa Sofia rientra tra i beni Patrimonio dell’UNESCO, insieme ad altri siti archeologico-museali dell’area storica di Istanbul.

Palazzo Topkapı

Cankurtaran, 34122 Fatih/İstanbul, Turchia

Non lontano da Santa Sofia e dalla bellissima Moschea Blu si trova il Palazzo Topkapi che è stato costruito verso la metà del XV secolo da Maometto II su un promontorio affacciato sul Bosforo. Il complesso che ora si estende per quasi 700.000 metri quadrati è stato ampliato e rinnovato più volte nel corso dei secoli dato che è stato il fulcro della vita politica di molti sultani dell’impero ottomano fino alla metà XIX secolo. Al suo interno sono presenti quattro corti che ospitano a loro volta numerosi edifici di grande interesse come padiglioni, caserme, cucine, dormitori e l’harem.

Subito nella prima corte è presente il Museo di Hagia Irene, un’ex chiesa bizantina meglio nota anche Aya İrini che è considerata la prima chiesa della città. Proseguendo si entra nella seconda corte che ospita anche l’harem, ovvero la zona dedicata alla famiglia imperiale e alle donne a disposizione del sultano. Qui il sultano erano l’unico uomo titolato ad avere accesso tanto che la parola “harem” significava letteralmente “privato” o “proibito”. La terza corte è forse la più importante dato che questa era l’area del sultano che veniva sorvegliata da eunuchi bianchi: qui si trova anche la Sala delle Udienze in cui venivano accolti funzionari e ambasciatori stranieri. Tra le altre sale, in questa corte, non bisogna perdere una visita alla Tesoreria che custodisce alcuni oggetti e reliquie di grande valore come il diamante Kasicki da 86 carati, la Daga Topkapi, la Spada di Solimano il Magnifico e il trono ricoperto di lamine d’oro e gemme.

La quarta corte, invece, è ricca di padiglioni finemente decorati e ricoperti da piastrelle colorate di blu, turchese e bianco. Da non perdere il Padiglione Baghdad che è di forma ottagonale e circondato da 22 maestose colonne; questo era stato eretto per commemorare la presa di Baghdad avvenuta nel 1638. Per la sua importanza il Palazzo di Topkapi è parte delle “aree storiche d’Istanbul” ed è quindi inserito tra i beni Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Moschea Blu

Binbirdirek, At Meydanı Cd No:10, 34122 Fatih/İstanbul, Turchia

Davanti a Santa Sofia sorge la magnifica Moschea Blu chiamata anche come Sultanahmet Camii, ovvero Moschea del Sultano Ahmed che era noto anche come “il Fortunato”. Il sultano Ahmed, a differenze dei suoi predecessori, utilizzò denaro pubblico per costruire quello che doveva essere il luogo di culto più importante dell’Impero. La pianificazione e la costruzione di questo sito si trova descritta in otto volumi conservati nella biblioteca del Palazzo di Topkapi.

Il nome Moschea Blu deriva dal fatto che al suo interno si trovano splendidi mosaici composti da più di 21 000 piastrelle di ceramica blu. Le pareti e le colonne, infatti, sono rivestite da maioliche di İznik (l’antica Nicea) con colori sui toni del blu, del turchese e del verde che insieme alla luce proveniente dalle 260 finestre creano splendidi giochi di luce e un’atmosfera quasi surreale.

Altro dettaglio importante della Moschea Blu sono il numero di minareti. All’inizio, infatti, la moschea (sembra per un errore) era stata costruita con ben sei minareti che era lo stesso numero di quelli presenti alla moschea della Kaʿba, alla Mecca. In molti avevano trovato questo un oltraggio così presso la moschea della Mecca si è deciso di aggiungere un settimo minareto.

Ippodromo Romano

Binbirdirek, Sultan Ahmet Parkı, 34122 Fatih/İstanbul, Turchia

Costruito inizialmente attorno III secolo d.C. dall’imperatore Settimio Severo l’Ippodromo di Istanbul è stato poi ampliato da Costantino I che voleva rendere l’allora Costantinopoli una “Nuova Roma”. Noto in turco come Atmeydani, ovvero Piazza dei Cavalli, l’ippodromo vantava dimensioni maestose che all’epoca lo rendevano secondo solo al Circo Massimo di Roma. Lungo quasi 400 metri e largo 130 metri qui potevano starci all’incirca 100.000 persone che assistevano a corse con le bighe e sfide. Nato come sito per l’intrattenimento l’Ippodromo è poi diventato anche il luogo in cui avvenivano le riunioni governative e popolari.

Con il tempo questa sua nuova funzione ha fatto sì che questo diventasse anche il posto per proteste e ribellioni come la famosa Rivolta di Nika con la quale i ribelli volevano far cadere l’imperatore Giustiniano. Durante questa sommossa la città è stata messa a ferro e fuoco per quasi una settimana e la Basilica di Santa Sofia in parte danneggiata. Solo il famoso generale Belisario è stato in grado di fermare questi disordini e ha condannato a morte quasi 30.000 sovversivi trucidati proprio presso l’Ippodromo.

Purtroppo, con il tempo il sito ha perso il suo splendore originale ed è stato non solo derubato di alcune sue decorazioni (come le statue dei cavalli trasferite a Venezia nella Basilica di San Marco) ma anche usato come cava di materiali per la costruzione di nuovi edifici. Si possono ancora ammirare qui: l’Obelisco di Teodosio (voluto dal faraone Thutmosi II e portato a Costantinopoli da Teodosio I) la Colonna Serpentina (proveniente dal Santuario di Apollo a Delfi e portata qui da Costantino) e la Colonna di Costantino VII, un tempo finemente decorata.

Gran Bazar

Piazza Beyazit, 34126 Fatih/Provincia di Istanbul, Turchia

Il Gran Bazar (o Kapali çarşı che significa “mercato coperto”) è uno dei più antichi e più grandi mercati coperti del mondo e si trova sempre nella zona della Istanbul antica, non lontano dall’Ippodromo. Voluto da Maometto II verso il 1460, il complesso è stato poi più volte ampliato nel corso degli anni ed ora al suo interno ospita quasi 4000 negozi che vendono oggetti e prodotti di ogni genere. Il Gran Bazar è come una città nella città: al suo interno sono presenti 60 strade e ognuna di queste è dedicata a diversi prodotti come gioielli, tappeti, abiti, scarpe, oggetti in ottone e molto altro.

Caotico e molto frequentato, il Gran Bazar è una tappa da non perdere assolutamente durante un viaggio in città dato che qui potete acquistare qualche ricordo del vostro viaggio; l’unica regola da rispettare è ricordarsi di contrattare! Il Gran Bazar di Istanbul oltre a numerosi negozi ospita anche qualche piccolo bar che serve caffè turco e tè con i dolci tipici locali, una moschea e una banca.

Cisterna Basilica

Alemdar, Yerebatan Cd. 1/3, 34110 Fatih/İstanbul, Turchia

La Cisterna Basilica è un vasto spazio sotterraneo di circa 140 metri per 70 costruito nel 532 dall’imperatore Giustiniano I sui resti di una precedente struttura voluta dall’imperatore Costantino. Al suo interno si trovano 336 colonne, schierate in dodici file, erette in diversi stili: alcune infatti sono in stile dorico altre in stile corinzio. Molti capitelli, inoltre, sono stati costruiti con materiali provenienti da altri siti.

La cisterna era alimentata dall’acquedotto di Valente, un acquedotto voluto dall’imperatore Augusto nel IV secolo d.C. che era uno tra i più lunghi dell’epoca romana ed era il principale sistema di fornitura di acqua della città. La Cisterna è stata utile fino all’arrivo degli Ottomani e poi è caduta in disuso. Ricoperta verso la fine del XVI secolo da alcuni studiosi è stata poi più volte ristrutturata (gli ultimi lavori di restauro risalgono al 2022) e aperta al pubblico come museo.

Ponte di Galata

Kemankeş Karamustafa Paşa, Galata Köprüsü, 34425 Beyoğlu/İstanbul, Turchia

Il Ponte di Galata collegava la parte vecchia di Istanbul, i palazzi imperiali, le moschee e le istituzioni ottomane con il quartiere di Galata, nucleo storico di Beyoğlu, un distretto che si trova nella parte settentrionale del Corno d’Oro. La zona di Beyoğlu era quella in cui un tempo si trovavano le ambasciate e i palazzi europei in cui vivevano e lavoravano diplomatici stranieri e commercianti occidentali. Il Ponte Galata è aperto al traffico di tram, auto e pedoni e attraversarlo è un’esperienza davvero unica dato che permette di osservare e percepire le differenze tra i due quartieri uniti dal ponte.

Uno tra i primi progetti di costruzione del Ponte di Galata era stato assegnato a Leonardo da Vinci, il quale aveva ideato un ponte ad una sola campata lungo 360 metri e largo 24 metri, ma il sultano rifiutò il progetto. Anche Michelangelo era stato interpellato ma anche la sua idea fu bocciata. Alla fine, il primo Ponte Galata in questa posizione è stato edificato nel 1845 ma poi questo è stato più volte distrutto e ricostruito. Quello che possiamo ammirare ora è un ponte sollevabile, lungo 490 metri, a tre corsie per senso di marcia (per i veicoli e linea del tram) più due marciapiedi laterali. Inoltre, negli anni duemila sotto il livello stradale è stato creato un passaggio pedonale fiancheggiato da numerosi ristoranti e bar.

Quartiere Galata

Attraversare il Ponte di Galata costruito proprio sul Corno d’Oro permette di raggiungere l’omonimo quartiere che per quasi duecento anni dal 1273 al 1453 è stato una colonia della Repubblica di Genova. Simbolo di questa dominazione è senza dubbio la Torre di Galata, costruita nel 1348 da Rosso Doria che è stato non solo il primo governatore genovese di Galata ma anche il primo governatore cristiano in questa terra.

Galata sorge su una collina che vanta sin dai tempi più antichi viali lastricati, case in pietra e la presenza di diverse chiese, a questi si sono aggiunti nel Novecento caffè all’aperto, ristoranti, gallerie d’arte, piccoli negozi, boutique e botteghe di artigiani. Quando i turchi presero Costantinopoli i Genovesi si arresero subito ottenendo l’incolumità dei loro cittadini e una certa autonomia in questa zona. Da allora Galata è diventata una specie di ghetto in cui sono state aperte le ambasciate dei paesi occidentali, banche, uffici commerciali e anche altre chiese.

Torre di Galata

Bereketzade, 34421 Beyoğlu/İstanbul, Turchia

La Torre di Galata (o Galata Kulesi) è una torre situata nell’omonimo distretto e costruita in pietra dai genovesi attorno alla metà del XIV secolo. In precedenza, era già stato costruito in questa zona un torrione in legno che grazie alla sua posizione permetteva di presidiare tutto il territorio. Con l’arrivo dei genovesi, poi, Rosso Doria, primo governatore genovese di Galata ha richiesto qui la costruzione di una torre chiamata Torre di Cristo (Christea Turris) che era parte di un sistema di fortificazioni di questo quartiere della città. Questo bastione, infatti, sorge nel punto più alto della collina a 35 metri sul livello del mare e dalla sua cima è possibile vedere non solo lo stretto del Bosforo ma anche un’ampia parte del Mar di Marmara, all’epoca punto strategico per le rotte commerciali.

La Torre di Galata ha subito negli anni diversi danni causati da terremoti e incendi ma è sempre riuscita a resistere, anche se alcune sue parti sono state ricostruite e per questo al suo interno è possibile ammirare come lo stile architettonico genovese sia combinato e mescolato con quello ottomano. L’edificio negli anni è poi servito come prigione, come torre dei Vigili del Fuoco ma anche come luogo per studi scientifici e astronomici; dal piano più alto della torre, infatti, nel XVII secolo un esperto di astronomia, tale Hezarfen Ahmet Celebi, ha deciso di lanciarsi con un paio di ali meccaniche ed è riuscito ad atterrare dall’altra parte del Bosforo. Secondo alcuni questo è da considerarsi il primo volo intercontinentale al mondo.

Esternamente il torrione vanta una forma cilindrica ed è sormontata da un tetto a cono che è ben visibile da vari punti della città. Al suo interno ci sono nove piani e due ascensori che conducono alla cima dove si trova una terrazza panoramica che regala una vista a 360° su Istanbul, in particolare sulla città vecchia, sul Bosforo e sul Corno D’Oro. Recentemente presso l’ulitmo piano della Torre Galata è stato anche aperto un elegante ristorante, il Galata Tower Restaurant, che permette di cenare ammirando tutta la città dall’alto.

Crociera sul Bosforo

Uno dei modi migliori per apprezzare Istanbul è sicuramente facendo una crociera lungo il Bosforo dato che dalla barca è possibile ammirare con una prospettiva diversa sia il lato europeo che quello asiatico. Il Bosforo, infatti, è lo stretto che divide Istanbul in due parti (quella europea e quella asiatica) ma allo stesso tempo unisce il Mar Nero con il Mar di Marmara. La lunghezza dello stretto del Bosforo è di circa 30 km mentre la larghezza varia da 700 metri, nelle parti più strette, ai quasi 4 km sullo sbocco sul Mar Nero. Esistono numerose tipologie di crociere e di traghetti che permettono di solcare le acque dello stretto e ammirare la città da un’altra visuale ma consigliamo i tour che durano almeno un’ora e mezza per poter apprezzare i paesaggi e i principali punti di interesse.

Uno dei momenti migliori per fare il giro turistico è sicuramente quello del tramonto, orario consigliato soprattutto in estate quando il cielo si tinge di arancione regalando viste spettacolari. Alcune compagnie offrono la formula hop on – hop off che permette di scendere nelle fermate intermedie, visitare i siti di interesse e poi risalire al passaggio della corsa successiva. Altre, invece, sono vere e proprie crociere che permettono anche di cenare a bordo, di assistere a spettacoli musicali e di ammirare la città Istanbul illuminata la sera.

Palazzo Dolmabahçe

Vişnezade, Dolmabahçe Cd., 34357 Beşiktaş/İstanbul, Turchia

Dal 1856 la residenza dei sultani è stata spostata da Palazzo Topkapi a Palazzo Dolmabahçe che è diventato sede del califfato sino al 1924. L’edificio, considerato il primo palazzo in stile europeo in città, si estende su una superficie di 15.000 metri quadrati, dettaglio che lo rende il più grande di tutta la Turchia. Palazzo Dolmabahçe è stato costruito tra il 1843 e il 1856 per volere del Sultano dal sultano Abdul Mejid I ed è affacciato sul Bosforo nel lato europeo della città.

Il complesso è composto da tre aree principali: una riservata agli uomini, una per le donne (l’harem) e un’area destinata alla vita di corte. L’edificio, costruito su emulazione delle principali regge europee del XIX secolo, è stato edificato utilizzando una combinazione di stili architettonici che accosta Barocco, Rococò e Neoclassico con svariati motivi dell’architettura tradizionale ottomana. In particolare gli appartamenti di Stato comprendono più di 280 stanze, tra cui anche un pregiato hammam realizzato in marmo e alabastro.

Il palazzo conserva delle sale straordinariamente decorate e molto sfarzose che dovevano essere simbolo della ricchezza dell’impero ottomano. Dopo la caduta del califfato Mustafa Kemal Atatürk, primo presidente della Repubblica di Turchia, ha vissuto in questo edificio gli ultimi anni della sua vita e qui è morto il 10 novembre 1938. Dal 1984 il Palazzo Dolmabahçe è stato convertito in un museo che racconta la storia dell’Impero ottomano e della Repubblica turca.

Piazza Taksim

Piazza Taksim, Şehit Muhtar, 34435 Beyoğlu/Provincia di Istanbul, Turchia

Piazza Taksim, nota in turco come Taksim Meydani, sorge nella zona europea di Istanbul, ed è un’area moderna e ricca di negozi, ristoranti e grandi catene alberghiere. Qui è stato eretto nel 1928 anche il Monumento alla Repubblica realizzato dallo scultore italiano Pietro Canonica che celebra la nascita della Repubblica Turca nel 1923. Questa piazza è spesso utilizzata anche per eventi pubblici, celebrazioni e manifestazioni che a volte sono terminate in modo violento con l’intervento della polizia.

Il nome della piazza “Taksim” in in turco significa “distribuzione” poiché qui sin dal XVIII secolo avveniva la distribuzione dell’acqua in città. Quest’area, infatti, fino al secolo scorso rappresentava la periferia settentrionale di Istanbul e solo con l’estensione del nucleo urbano è diventata il cuore della nuova Istanbul. Dalla Piazza ora parte una delle vie commerciali più famose di Istanbul, Corso Indipendenza (o Istiklal Caddesi), che è una strada pedonale circondata da boutique, locali e ristoranti e attraversata anche dalla linea di uno vecchio tram.

Moschea di Solimano

Süleymaniye, Prof. Sıddık Sami Onar Cd. No:1, 34116 Fatih/İstanbul, Turchia

La Moschea di Solimano (Süleymaniye camii) è stata voluta da uno dei più noti sultani ottomani, ovvero Solimano il Magnifico (1520-1566) che chiamò per questo progetto Mimar Sinan un famoso architetto imperiale del XVI secolo. All’epoca questa era la quarta moschea di Istanbul, dopo quelle di Fatih, Bayezid e Selim (Selimiyye) e come location per l’edificio religioso è stata scelta la cima di un colle che regala una splendida vista sulla città e sul Corno d’Oro.

Circondata dal verde di rigogliosa vegetazione, la moschea può ospitare quasi cinquemila fedeli ed è stata per quasi cinquecento anni la più grande della città fino quando è stata superata dalla Grande Moschea Çamlica nel 2019. Al suo interno è presente un’acustica particolare che permette anche il più piccolo suono di essere percepito in ogni angolo della moschea.

All’esterno è possibile notare quattro alti minareti e al centro dell’edificio la grande cupola circondata da altre semi-cupole. Attorno alla moschea erano stati costruiti altri importanti edifici come le madrase, ovvero le scuole coraniche, un ospedale, la biblioteca, un hammam e un ristorante. Alcuni di questi edifici sono rimasti come un tempo, mentre altri sono stati riconvertiti in caffè o ristoranti.

Chiesa di San Salvatore in Chora

Dervişali, Kariye Cami Sk. No:18, 34087 Fatih/İstanbul, Turchia

La Chiesa di San Salvatore in Chora sorge nel distretto Edirnekapi nella zona occidentale di Istanbul e il termine “Chora”  significa “fuori città” perché l’edificio era stato costruito all’esterno delle mura cittadine. La chiesa era stata inizialmente edificata nel VI secolo ma poi distrutta e riedificata tra il 1316 e il 1321 ed è ora considerata una delle più importanti testimonianze dell’architettura bizantina sacra.

All’interno, infatti, custodisce splendidi affreschi e mosaici bizantini risalenti al XIV secolo e giunti sino a noi in ottime condizioni che rappresentano temi come l’Incarnazione, la Salvezza e la Resurrezione. Le opere qui presenti si sono conservate principalmente perché con la conquista di Costantinopoli da parte dell’Impero Ottomano la chiesa è stata convertita in moschea e gli affreschi e i mosaici erano stati ricoperti di gesso per rispetto ai dettami islamici.

La chiesa è stata trasformata in una moschea nel 1511 per decisione di Bayezid II, figlio del sultano ottomano Maometto II, ed è rimasta luogo di culto islamico fino alla metà del Novecento quando è stata convertita in un museo (Kariye Müzesi). Nel 2020, però, il Presidende Erdogan ha dichiarato che anche la Chiesa di San Salvatore in Chora, così come successo a Santa Sofia, sarebbe ritornata ad essere una moschea.

Bazar Egiziano

Rüstem Paşa, 34116 Fatih/İstanbul, Turchia

Il Bazar Egiziano sorge poco distante dal Ponte di Galata ed è un altro grande mercato coperto di Istanbul, anche se meno famoso e anche meno frequentato rispetto al Gran Bazar. Noto all’inizio come “Bazar Nuovo” l’appellativo di “egiziano” è stato aggiunto in seguito dato che il mercato era stato costruito con i proventi delle tasse riscosse in Egitto, a quel tempo provincia ottomana. Il sito è stato costruito attorno al 1660 e l’affitto richiesto ai commercianti di quel tempo serviva per sostenere le spese per la gestione della Nuova Moschea (Yeni Cami) costruita nella zona per volere di Safiye Sultan, moglie del sultano Murad III.

All’inizio questo mercato vendeva principalmente spezie, erbe essiccate, tè, noccioline, frutta secca e pestil, un dolce turco fatto con frutta essiccata, e per questo era conosciuto anche come “Bazar delle Spezie“. Nei tempi più recenti, però, molti commercianti hanno deciso di cambiare e ora molti vendono anche abiti, accessori o gioielli. Oltre a poter acquistare qualche prodotto locale o qualche cibo tipico, il Bazar egiziano è un vero e proprio paradiso per gli amanti degli aromi e della fotografia. Attorno al Bazar, inoltre, sorge un altra zona molto vivace in cui sono presenti bancherelle e negozi di frutta, verdura e altri alimenti freschi.

Mappa

Approfondimenti

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