A Istanbul sopravvivono ancora oggi oltre cento hammam storici, molti dei quali attivi da quattro o cinque secoli senza interruzione. Non si tratta di un’attrazione turistica costruita a posteriori, ma di un’istituzione che ha scandito la vita quotidiana della città ottomana per secoli: il bagno pubblico era il luogo della purificazione rituale, dell’igiene, del rito sociale settimanale prima della preghiera del venerdì. Alcuni dei più grandi architetti dell’Impero Ottomano — a partire da Mimar Sinan, autore della Moschea di Solimano e di quella Blu — hanno dedicato parte del loro genio alla progettazione di questi spazi termali.
Entrare in un hammam a Istanbul oggi significa attraversare la stessa soglia che attraversavano i funzionari di corte, i mercanti del Gran Bazar e i soldati giannizzeri. Il calore, il vapore, la luce che filtra attraverso le cupole stellate e il rumore sordo dell’acqua che scivola sui marmi sono rimasti gli stessi. In questa guida trovate tutto quello che serve per scegliere l’hammam più adatto alle vostre aspettative, capire come funziona il rituale, quanto spendere e come comportarsi per non sentirsi fuori posto.

Istanbul ha hammam di ogni tipo: monumenti architettonici del XVI secolo nel cuore della città storica, strutture più recenti nel quartiere di Beyoğlu, bagni di quartiere ancora frequentati principalmente dai residenti. La scelta dipende da cosa cercate: storia e architettura, qualità del servizio, autenticità, posizione rispetto agli altri luoghi che visiterete. Ecco i più importanti, con le caratteristiche che li distinguono.
Costruito nel 1584 su progetto di Mimar Sinan per volontà di Nurbanu Sultan, madre del sultano Murad III, il Çemberlitaş Hamamı è probabilmente il più visitato di Istanbul e uno dei meglio conservati dell’intera Turchia. Si trova nel cuore della città storica, a pochi passi dalla Colonna di Costantino (il Çemberlitaş che dà il nome al bagno) e a circa 600 metri dal Gran Bazar. La struttura è doppia — sezione maschile e femminile separate, come da tradizione ottomana — con due cupole principali identiche che si specchiano sul profilo del tetto.
L’interno della sala principale maschile è di rara bellezza: una cupola ottagonale di circa 12 metri di diametro con finestre a stella che filtrano la luce del sole in fasci che si muovono lentamente sul marmo bianco nel corso della giornata. Al centro si trova il tradizionale göbek taşı, il “masso dell’ombelico”, la grande lastra di marmo riscaldata dal pavimento su cui ci si distende per la fase di sudorazione. Nel 2008 il Çemberlitaş è stato incluso nella lista dei 1000 luoghi da vedere prima di morire del Sunday Times. La prenotazione online è consigliata in alta stagione.
Commissionato da Solimano il Magnifico per la sua consorte Hürrem Sultan (la celebre Roxelana) e completato da Mimar Sinan nel 1556, l’Hürrem Sultan Hamamı si trova in una posizione senza eguali: a metà strada esatta tra Santa Sofia e la Moschea Blu, sull’antico Ippodromo romano. Per secoli abbandonato a deposito e poi a bazar coperto, è stato oggetto di un restauro durato sei anni e ha riaperto nel 2011 come hammam di lusso, con marmi originali recuperati e cupole riportate all’aspetto cinquecentesco.
È l’hammam architettonicamente più puro di Istanbul: simmetrico, con due sezioni identiche costruite specularmente — una rarità nell’edilizia ottomana, dettata dalla necessità di servire allo stesso tempo i visitatori della moschea e quelli dell’Ippodromo. I prezzi sono i più alti della città, ma l’esperienza combina un’autenticità storica assoluta con standard di servizio moderni. Le massaggiatrici e i massaggiatori sono selezionati e formati, i marmi originali del XVI secolo sono ancora al loro posto. La prenotazione in anticipo online è praticamente obbligatoria.
Il Kılıç Ali Paşa Hamamı si trova nel quartiere di Tophane, tra Karaköy e Beşiktaş, a breve distanza dal lungomare del Bosforo. Costruito da Mimar Sinan nel 1583 per l’ammiraglio Kılıç Ali Paşa — italiano di origine, nato a Le Castella in Calabria col nome di Giovanni Dionigi Galeni, diventato il più fidato comandante della flotta ottomana — è rimasto chiuso per decenni ed è stato riaperto nel 2012 dopo un restauro scrupoloso durato cinque anni.
È considerato dagli esperti di architettura ottomana il hammam più raffinato di Istanbul dal punto di vista degli spazi interni: la cupola centrale è tra le più alte mai costruite per un bagno pubblico, e il sistema di piccole cupole secondarie che la circondano crea un effetto visivo straordinario. Il servizio punta sulla qualità più che sulla quantità di clienti: l’atmosfera è raccolta, gli operatori sono pochi e ben formati, e il tempo dedicato a ogni visitatore è notevolmente maggiore rispetto ai bagni più affollati del centro storico. La posizione nel quartiere di Tophane, in piena trasformazione artistica e culturale, lo rende facilmente combinabile con una visita alla zona di Beyoğlu.
Il Çağaloğlu Hamamı, costruito nel 1741 per ordine del sultano Mahmud I con i proventi del commercio della seta, è l’ultimo grande hammam costruito durante il periodo classico ottomano e uno dei più famosi al mondo. Nel 1953 il Life Magazine lo inserì nella lista dei “1000 esperienze da fare nella vita”, e da allora il suo nome è diventato sinonimo dell’hammam di Istanbul per antonomasia nel turismo internazionale. Si trova a meno di 200 metri dal Palazzo Topkapi, nel cuore della città storica.
L’interno è grandioso: soffitti altissimi, colonne di marmo, una sequenza di sale che va dagli spogliatoi con alcove private (i camekân) alle sale calde, fino al cuore del bagno con il göbek taşı centrale. Tra i suoi ospiti storici figurano Franz Liszt, Kaiser Wilhelm II, Florence Nightingale e Tony Curtis. Il Çağaloğlu è gestito dalla stessa famiglia da quattro generazioni, e questa continuità si avverte nell’atmosfera: meno patinato dei bagni ristrutturati di recente, più autentico e con un personale abituato a lavorare con visitatori internazionali.
Costruito da Mimar Sinan nel 1557 come parte del complesso della Moschea di Solimano, il Süleymaniye Hamamı è rimasto a lungo uno dei più autentici della città, frequentato principalmente dal quartiere circostante. Dopo un lungo periodo di abbandono è stato restaurato e riaperto al pubblico come hammam turistico, pur mantenendo un’atmosfera più tranquilla e meno affollata rispetto ai concorrenti del centro. La struttura è doppia, con le due sezioni affiancate lungo l’asse del complesso religioso.
La caratteristica più interessante del Süleymaniye rispetto agli altri grandi hammam storici è la posizione integrata nel complesso architettonico di Sinan: uscendo dal bagno ci si trova direttamente nel cortile della moschea, con la possibilità di visitare subito dopo uno dei più grandi capolavori dell’architettura ottomana. L’hammam è spesso meno affollato del Çemberlitaş o del Çağaloğlu — una differenza apprezzabile in alta stagione — e i prezzi sono leggermente più contenuti. Consigliato a chi vuole inserire la visita all’hammam in un itinerario che include anche la collina della Süleymaniye e il quartiere universitario di Istanbul.
Il Galatasaray Hamamı, costruito nel 1481 per volontà del sultano Bayezid II, è il più antico hammam ancora in attività a Istanbul ed è rimasto per secoli il bagno di riferimento del quartiere di Beyoğlu, la zona europea della città al di là del Corno d’Oro. Si trova su İstiklal Caddesi, la grande via pedonale del centro moderno, a pochi passi dall’omonima scuola e dal consolato italiano. È l’hammam più frequentato dai residenti di Beyoğlu e meno orientato al turismo di massa rispetto a quelli della città storica.
L’ambiente è autentico e leggermente più informale: la clientela mescola visitatori stranieri con abitanti del quartiere, l’atmosfera è vivace, i prezzi sono tra i più accessibili della città tra i bagni di qualità. La sezione maschile è la più grande e ben conservata; quella femminile è stata rinnovata più recentemente. Il Galatasaray è la scelta ideale per chi alloggia a Beyoğlu e vuole un’esperienza di hammam senza spostarsi verso la città storica, magari la sera prima di cena nel quartiere di Karaköy o Çihangir.
L’Acemoğlu Hamamı, costruito nel XV secolo per volontà di Maometto II il Conquistatore, ha un’origine militare unica tra i bagni storici di Istanbul: fu edificato per gli Acemi Oğlanlar, le giovani reclute in addestramento per il corpo dei giannizzeri, come parte del sistema ottomano di disciplina e formazione. Si trova nel cuore della penisola storica e conserva l’architettura a cupola e la lavorazione in pietra tipiche del periodo. Nel 1826, con l’abolizione del corpo dei giannizzeri per mano del sultano Mahmud II, il bagno passò all’uso civile: fu acquistato dal padre del celebre compositore ottomano İsmail Dede Efendi e in seguito donato alla Yenikapı Mevlevihane, la loggia derviscia mevlevita di Istanbul.
Oggi l’Acemoğlu offre un’esperienza più articolata rispetto ai bagni storici tradizionali, con opzioni che includono il bagno pubblico, sessioni semi-private e private, una piscina coperta, sauna e bagno turco con vapore. I pacchetti vanno dal solo accesso agli impianti fino ai trattamenti VIP da 160 minuti. È una delle poche strutture storiche di Istanbul ad abbinare l’architettura ottomana del Quattrocento a servizi tipici di un centro benessere moderno, rendendola adatta anche a chi cerca qualcosa di più completo del bagno turco classico.
Nella mappa seguente potete vedere la posizione dei principali luoghi di interesse citati in questo articolo.
L’istituzione del bagno pubblico islamico — l’hammam, dal termine arabo hamma che significa “riscaldare” — arrivò ad Anatolia e Tracia al seguito delle conquiste arabe e poi selgiuchidi, innestando una tradizione già consolidata sulle preesistenti terme romane e bizantine. Con la conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453, Maometto II avviò immediatamente la costruzione di nuovi hammam nella città: ne ordinò almeno tredici nei primi decenni del suo regno, riconoscendo nel bagno pubblico uno strumento di islamizzazione, di igiene pubblica e di coesione sociale.
Il funzionamento economico era ingegnoso: gli hammam venivano costruiti come vakıf, opere pie, i cui proventi finanziavano moschee, madrase e ospedali vicini. Per questo motivo ogni grande complesso religioso ottomano era quasi sempre accompagnato da un hammam di pertinenza: la Süleymaniye, la moschea di Beyazıt, il complesso di Eyüp Sultan. Nel XVI secolo, all’apice dell’Impero Ottomano, Istanbul contava più di 150 hammam in attività — uno ogni poche centinaia di abitanti — e Mimar Sinan ne progettò personalmente almeno una decina, portando l’architettura termale ottomana a un livello di raffinatezza mai più raggiunto.
La funzione sociale era altrettanto centrale. L’hammam era uno dei pochi spazi pubblici in cui le donne potevano incontrarsi, conversare e socializzare fuori dalla sfera domestica: le sezioni femminili erano teatro di fidanzamenti, di cerimonie pre-nuziali, di riunioni tra famiglie. Per gli uomini era il luogo del barbiere, del massaggiatore, del confidente. Nel XIX secolo, con la diffusione dei bagni privati nelle abitazioni borghesi, il ruolo igienico degli hammam cominciò a declinare, ma la funzione rituale e sociale si mantenne a lungo nei quartieri più popolari. Oggi sopravvivono attivi circa 60 hammam a Istanbul, tra quelli aperti al pubblico generale e quelli frequentati quasi esclusivamente dai residenti locali.

Entrare in un hammam senza sapere cosa aspettarsi può generare incertezza: il rituale ha una sequenza precisa, codificata da secoli, che vale la pena conoscere in anticipo. All’ingresso si viene accolti nel camekân, la sala degli spogliatoi: una sala con alcove private dove ci si spoglia, si avvolgono i fianchi nel tradizionale asciugamano a righe chiamato peştemal (fornito dall’hammam) e si lasciano gli oggetti di valore negli armadietti con chiave.
Dalla sala degli spogliatoi si passa al soğukluk, l’anticamera temperata, e poi all’hararet, la sala calda: la stanza principale con la cupola, il vapore e il calore umido che si aggirano intorno ai 40-45°C. Si entra e ci si distende sul göbek taşı centrale per la fase di sudorazione, che dura generalmente 15-20 minuti. È la fase più passiva: ci si lascia andare al calore, si respira lentamente, si osserva la luce che scende dalle aperture stellate nella cupola.
Segue il kese, l’esfoliazione con il guanto di crine (kese appunto): l’operatore sfrega energicamente la pelle, rimuovendo gli strati superficiali e lasciando la pelle morbidissima. È la parte più caratteristica dell’esperienza e quella che sorprende di più i visitatori alla prima visita: la quantità di pelle morta che il guanto rimuove è sempre superiore alle aspettative. Dopo il kese segue il köpük masajı, il massaggio con il sapone: una schiuma abbondante prodotta con il sapone di oliva viene distribuita su tutto il corpo con un sacco di tessuto, seguita da un massaggio con tecniche che variano da hammam a hammam. La visita si conclude con un risciacquo, un ritorno progressivo alla temperatura normale e una fase di riposo nel camekân con tè, succhi o acqua.
I prezzi variano sensibilmente in base all’hammam scelto e al pacchetto di servizi. Il solo ingresso con uso del bagno e accesso al calore — senza kese né massaggio — è il pacchetto più economico, generalmente tra i 20 e i 40 euro nei bagni storici principali. Il pacchetto completo con kese, massaggio con sapone e asciugamano incluso oscilla tra i 50 e i 100 euro nei bagni storici di fascia media, e può superare i 120 euro all’Hürrem Sultan Hamamı o al Kılıç Ali Paşa, che offrono anche trattamenti premium con olio di argan, maschere al fango e massaggi prolungati.
I bagni di quartiere frequentati principalmente dai residenti — come alcuni hammam nei quartieri di Fatih, Balat o Üsküdar — costano molto meno, a volte 5-10 euro per un’esperienza completa, ma non hanno personale abituato al turismo internazionale e richiedono una maggiore dimestichezza con il rituale. La prenotazione online in anticipo è fortemente consigliata per i bagni più famosi tra maggio e ottobre: il Çemberlitaş, il Çağaloğlu e l’Hürrem Sultan si riempiono rapidamente e le liste d’attesa in stagione possono essere lunghe. Il pagamento avviene quasi sempre in loco, in contanti o con carta a seconda dell’hammam.

La maggior parte degli hammam storici aperti al turismo è attiva tutti i giorni dalle 8:00 alle 22:00 o 23:00, senza chiusure festive. I bagni di quartiere seguono orari più tradizionali, con sessioni separate per uomini e donne nell’arco della giornata. Il momento migliore per visitare i bagni più affollati — Çemberlitaş e Çağaloğlu in particolare — è la mattina presto, prima delle 10:00, oppure dopo le 20:00: le ore centrali della giornata, tra le 11:00 e le 17:00, coincidono con il picco del turismo e i tempi di attesa possono allungarsi.
Alcune indicazioni pratiche. Evitate di mangiare abbondantemente nelle due ore precedenti la visita: il calore del hararet con lo stomaco pieno è fastidioso. Non è necessario portare nulla: asciugamano, peştemal, sapone e ciabatte vengono sempre forniti. Chi ha problemi cardiovascolari, ipertensione o gravidanza in corso dovrebbe consultare un medico prima di entrare in un hammam: il calore prolungato a 40-45°C non è indicato in questi casi. I capelli lunghi sono più comodi legati. Portate con voi solo il minimo indispensabile in contanti per il pagamento e la mancia.
Per i bagni più famosi — Çemberlitaş, Çağaloğlu, Hürrem Sultan e Kılıç Ali Paşa — la prenotazione online è fortemente consigliata tra aprile e ottobre. In bassa stagione (novembre-marzo) è generalmente possibile presentarsi direttamente, ma telefonare il giorno prima rimane una buona abitudine. La prenotazione si effettua sui siti ufficiali dei singoli hammam o tramite le principali piattaforme di tour ed esperienze.
Le politiche di cancellazione variano da hammam a hammam. In generale, le cancellazioni effettuate almeno 24 ore prima del momento prenotato vengono rimborsate integralmente. Le cancellazioni tardive o i no-show possono comportare l’addebito del costo del servizio. Verificate sempre le condizioni specifiche al momento della prenotazione sul sito ufficiale.
Non è necessario portare niente di speciale: l’hammam fornisce il peştemal (asciugamano a sarong), ciabatte e sapone. Indossate abbigliamento comodo e facile da togliere. All’interno del bagno si entra avvolti nel peştemal; i costumi da bagno non sono tradizionalmente previsti ma vengono tollerati in molti hammam turistici, soprattutto nelle sezioni femminili.
Sì, in tutti gli hammam storici di Istanbul le sezioni maschile e femminile sono completamente separate, con ingressi distinti o orari alternati. Nei bagni di nuova costruzione o ristrutturati esistono in alcuni casi cabine private per coppie, ma rimane l’eccezione. L’Hürrem Sultan Hamamı ha introdotto la possibilità di prenotare sessioni in coppia in aree riservate.
No, è possibile acquistare il solo ingresso e usufruire del calore e del vapore senza kese né massaggio. È la soluzione più economica e permette comunque di vivere l’ambiente, l’architettura e l’atmosfera dell’hammam. Il kese (esfoliazione) è però la parte più caratteristica dell’esperienza turca e vale la pena includerlo almeno la prima volta.
Sì, la mancia è attesa e apprezzata. L’importo convenzionale è compreso tra il 10% e il 20% del costo del servizio ricevuto, da consegnare direttamente al tellak (il massaggiatore) al termine della sessione. In alcuni hammam è già inclusa nel prezzo come “service charge”: verificate il conto prima di aggiungerne un’altra.
I bambini sono generalmente benvenuti negli hammam storici di Istanbul, ma con alcune precauzioni. Il calore della sala hararet (40-45°C) può essere eccessivo per i bambini sotto i 4-5 anni. Per i bambini più grandi, la visita può essere un’esperienza interessante e divertente, soprattutto la fase della schiuma. Il kese vigoroso non è indicato per i bambini piccoli. Verificate sempre la politica dell’hammam specifico prima di prenotare con minori.
Molti degli hammam storici hanno spazi non completamente accessibili: scalini in ingresso, pavimenti bagnati e scivolosi, mancanza di corrimano nelle aree calde. L’Hürrem Sultan Hamamı e il Kılıç Ali Paşa sono quelli che hanno effettuato i lavori di adeguamento più recenti e offrono soluzioni migliori per i visitatori con mobilità ridotta. Contattate direttamente il bagno scelto prima della visita per conoscere le condizioni specifiche.
La fotografia è generalmente vietata nelle aree interne di utilizzo — sale calde, sale spogliatoi — per rispetto della privacy degli altri visitatori. Alcune strutture permettono fotografie nelle aree architettonicamente più significative (come le cupole) prima che il bagno si riempia di clienti, su richiesta esplicita. Non scattate mai foto ad altre persone senza il loro consenso esplicito.
Le spa degli hotel a tema turco che si trovano in molte strutture di lusso offrono trattamenti simili (kese, massaggio con sapone) in ambienti moderni e climatizzati, con tariffe spesso comparabili a quelle degli hammam storici. La differenza sostanziale è nell’esperienza complessiva: un hammam del XVI secolo in marmo originale, con la cupola stellata e l’acqua che scorre nei canali antichi, offre un contesto impossibile da replicare. Per chi visita Istanbul per la prima volta, scegliere un hammam storico è sempre la scelta più significativa.
Le City Card permettono di risparmiare sui mezzi pubblici e/o sugli ingressi delle principali attrazioni turistiche.
